Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Magnadyne
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwbqMagnadyne Radio, nota semplicemente come mwbgMagnadyne, è stata un'mwbwazienda mwcaitaliana produttrice di mwcqelettronica di consumo, di mwcgcomponenti elettronici e di mwcwelettrodomestici di mwdaTorino, controllata dalla mwdqholding finanziaria INFIN S.a.s., attiva dal mwdg1928 al mwdw1955, tra le maggiori del proprio settore a livello nazionale. Cessata di esistere come società, divenne un semplice mweamarchio commerciale, che dopo il mweqfallimento di INFIN nel mweg1972, passò sotto altre proprietà.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Storia

La fondazione e il primo decennio di attività (1928-1939)

La ditta individuale mwhqMagnadyne Radio fu fondata nel 1928 a mwhgTorino su iniziativa dell'ing. Mario Pesce assieme al signor mwhwPaolo Dequarti in qualità di socio occulto, dal cambio di ragione sociale della Accumulatori Ohm, di proprietà dello stesso Pesce.cite-ref-fondazione-1-0[1]cite-ref-alunni-2-0[2] L'oggetto della nuova società fu la costruzione di mwkaapparecchi radio, degli mwkqaccumulatori elettrici e degli mwkgapparecchi frigoriferi.cite-ref-alunni-2-1[2] La sua sede legale venne fissata in via Sant'Ambrogio 8, nel quartiere torinese di mwlwPozzo Strada, nell'immobile di proprietà del Pesce, ed accanto ad essa, al civico 10, sorgeva il capannone dove si svolgevano le sue attività, di proprietà del cavalier Candido Viberti.cite-ref-fondazione-1-1[1]cite-ref-alunni-2-2[2] Al momento della sua costituzione, il numero di operai occupati era di 20 unità.cite-ref-primioperai-3-0[3]

Lo sviluppo dell'azienda fu rapido ed i suoi prodotti superarono nelle vendite sul mercato italiano, aziende di dimensioni maggiori come mwpqCGE, mwpgFIMI-Phonola, mwpwPhilips e mwqaRadiomarelli.cite-ref-alunni-2-3[2]

Nel 1931, prese parte per la prima volta ad un'mwrgesposizione fieristica, la III Mostra Nazionale della Radio di mwrwMilano, dove fu presentata la radio a quattro valvole M10.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Tre anni più tardi, nel 1934, alla VI edizione della medesima mostra, Magnadyne prese parte all'esposizione di radioricevitori di tipo popolare, organizzata dall'mwuaEnte Radio Rurale e dal mwuqConsiglio Nazionale delle Ricerche, patrocinata dal mwugMinistero delle comunicazioni, e vi presentò radioricevitori a tre, quattro e cinque valvole, e radiofonografi a quattro e cinque valvole.cite-ref-6[6] Il numero dei dipendenti occupati dalla ditta torinese arrivò a 300 unità nel 1936, e crebbe ulteriormente l'anno successivo, nel 1937, in cui Dequarti rilevò la S.A. ing. Clemente Diena & C., ditta produttrice di apparecchi telegrafici che occupava 61 persone e si trovava in via Avellino 6, in zona mwvwSan Donato, la cui ragione sociale fu trasformata in Magnadyne S.A..cite-ref-fondazione-1-2[1]cite-ref-alunni-2-4[2]cite-ref-7[7]

Gli apparecchi venivano prodotti interamente dalla ditta torinese, sia nella loro parte interna elettronica - ad eccezione delle mwzqvalvole termoioniche fornite da terzi - che in quella esterna, ossia l'involucro realizzato in mwzgebano.cite-ref-alunni-2-5[2] I criteri di produzione erano moderni, basati su quella mwawindustriale di serie su larga scala.cite-ref-alunni-2-6[2] Magnadyne, alla vigilia della mwcaSeconda guerra mondiale impiegava oltre 1.000 maestranze, e alla produzione dei radioricevitori e dei componenti elettronici si aggiunsero quelle delle mwcqautoradio e dei mwcgfrigoriferi.cite-ref-primioperai-3-1[3]cite-ref-8[8] Il primo modello di autoradio prodotto dalla Magnadyne, a quattro valvole, nel 1937 vinse un concorso indetto dal mwewRACI.cite-ref-9[9]

Il fonotelevisore TM20, l'uscita dalla società dell'ingegner Pesce e la guerra (1940-1945)

All'interno dello stabilimento Magnadyne di Pozzo Strada, operava un laboratorio di ricerche in cui i progettisti lavoravano allo sviluppo dei primi apparecchi televisivi, con 13 brevetti originali depositati sia in Italia che all'estero: nel 1940, alla XII Mostra Nazionale della Radio, la ditta torinese presentò il fonotelevisore TM20, interamente progettato dalla medesima, costruito all'interno di un elegante mobile in legno, con venti tubi termoionici (compreso quello mwgga raggi catodici), schermo da 240x180 mm (11,8 pollici), e dotato di comandi per la regolazione del volume, del contrasto, della sintonia e della luminosità.cite-ref-primioperai-3-2[3]cite-ref-fonotelevisore-10-0[10] In quello stesso anno, furono lanciati gli apparecchi radiofonici delle serie Eptaonda e Transcontinentale, dotati di sistema di ricezione fino a sette gamme d'onda e di dispositivo multitonal, ambedue sviluppati e brevettati da Magnadyne.cite-ref-fonotelevisore-10-1[10]

Nel 1941, il socio Dequarti rilevò le quote della società appartenenti all'ingegner Pesce, divenendone così l'unico proprietario.cite-ref-alunni-2-7[2] Durante il secondo conflitto mondiale, lo stabilimento torinese di via Sant'Ambrogio fu completamente distrutto nel novembre 1942, da un mwlabombardamento aereo, e per questa ragione, l'attività industriale fu sospesa per qualche mese e poi ripresa a mwlqSant'Antonino di Susa, in un locale affittato dal Cotonificio Valle di Susa.cite-ref-alunni-2-8[2]

Nel periodo 1943-45, essendo, per causa della guerra, l'attività produttiva limitatissima, la maggior parte delle maestranze fu adibita alla ricostruzione delle attrezzature distrutte ed all'allestimento di nuovi banchi di lavoro e di strumenti di collaudo.cite-ref-alunni-2-9[2]

La ripresa del dopoguerra e la INFIN-Magnadyne (1946-1971)

Al termine del conflitto, la produzione, seppur in misura limitata, poté essere ripresa, con la realizzazione di componenti per radioricevitori. Nel 1948, di fronte a un rilancio delle vendite nel settore degli apparecchi radio, fu aperto a Torino un nuovo stabilimento in via Avellino 6, interamente dedicato alla produzione di mwoqcomponenti elettronici, dove fu trasferita anche la sede legale della società.cite-ref-compelet-11-0[11]cite-ref-airepmn-12-0[12] Quattro anni più tardi, nel 1952, l'azienda avviò anche la produzione interna di valvole termoioniche.cite-ref-alunni-2-10[2]cite-ref-compelet-11-1[11]

Nel 1955, la Magnadyne Radio cessò di esistere come società, e di conseguenza marchio e attività confluirono nella mwswholding INFIN S.a.s. di Dequarti & C., costituita due anni prima a Friburgo.cite-ref-alunni-2-11[2] Detta società, divenuta nota come mwuaINFIN-Magnadyne, le sue attività furono diversificate con la produzione dei mwuqtelevisori, dei mwugcinescopi e delle mwuwlavatrici, e dal 1961, dei mwvatransistor.cite-ref-compelet-11-2[11] Gli apparecchi prodotti dalla INFIN-Magnadyne furono commercializzati anche con altri marchi, quali Belvis, Damaiter, Eterphon, Nova, Radioson, Raymond e Visiola.cite-ref-airepmn-12-1[12]

Nel 1964, il Gruppo INFIN-Magnadyne contava circa 5.000 dipendenti - dei quali la metà impiegata nello stabilimento di Sant'Antonino e il resto nei tre stabilimenti di Torino e nelle sedi commerciali sparse in tutto il territorio italiano - e a partire da quell'anno accusò i primi segnali di crisi, dovuti principalmente all'aumento dei costi di produzione, al calo delle esportazioni e al calo delle vendite rateali degli apparecchi.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] La crisi dell'azienda piemontese andò aggravandosi successivamente: le attività industriali furono ridimensionate, come pure il numero degli addetti, ridotto a 3.300 nel 1970, e si ritrovò anche ad affrontare altri problemi, quali la crisi di liquidità, debiti per 2 miliardi di lire, sospensione dei crediti, e blocco degli approvvigionamenti di materiale da parte delle ditte subfornitrici.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]

Nel gennaio 1971, Dequarti fu sollecitato da mw1wEdoardo Calleri, presidente della Regione Piemonte, e da mw2aCarlo Donat-Cattin, ministro del lavoro, a chiedere l'ammissione alla procedura di mw2qamministrazione controllata per la sua azienda (le cui fabbriche erano occupate dagli operai), ma l'interessato, preoccupato che tale soluzione potesse condurre al fallimento, non fornì alcuna risposta al riguardo, ed il mese seguente, a febbraio, lo stesso governatore piemontese promosse la costituzione della mw2gSEIMART, allo scopo di assumere la gestione delle attività ed assorbire i lavoratori della INFIN-Magnadyne.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18] Poco tempo dopo, Dequarti chiese ed ottenne nel mese di marzo l'ammissione di INFIN all'amministrazione controllata da parte del Tribunale di Torino, che nominò commissario giudiziale il dottor Piero Piccatti.cite-ref-fallimentoinfin-19-0[19]

Il fallimento di INFIN e il passaggio del marchio Magnadyne da SEIMART al Gruppo Sandretto (1972-1998)

SEIMART prese in mw6qaffitto i quattro stabilimenti della INFIN-Magnadyne di Torino e Sant'Antonino di Susa, prese in carico i 2.000 operai che vi lavoravano, e alla scadenza del relativo contratto, nell'aprile 1972, avviò con la proprietà le trattative per acquistare le fabbriche e i macchinari.cite-ref-cessimp-20-0[20] Dopo tre mesi, a luglio, le trattative tra Dequarti e la SEIMART fallirono a causa del mancato raggiungimento dell'accordo sul prezzo di cessione, per la quale SEIMART era disposta a versare 700 milioni di lire rispetto ai 3 miliardi richiesti da Dequarti.cite-ref-cessimp-20-1[20] Il mancato accordo raggiunto tra le parti, provocò nuove agitazioni da parte delle maestranze (a rischio licenziamento da parte di SEIMART), che occuparono le fabbriche, e questa situazione indusse il prefetto di Torino, dottor Giuseppe Salerno, a emanare un decreto con il quale veniva disposta la requisizione degli impianti INFIN-Magnadyne e la ripresa delle attività produttive.cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]

Nel novembre 1972, la sesta sezione fallimentare del Tribunale di Torino dichiarò fallita la INFIN, a seguito di rigetto da parte dei giudici della richiesta di ammissione al mw-wconcordato preventivo presentata da Dequarti.cite-ref-fallimentoinfin-19-1[19] All'origine della decisione, il grave dissesto finanziario rilevato durante la gestione commissariale del dottor Picatti, che convocò i creditori per la richiesta di mwaqaFallimento.cite-ref-fallimentoinfin-19-2[19] Il debito accumulato da INFIN ammontava a 11 miliardi di lire.cite-ref-23[23] A seguito del fallimento del Gruppo di Dequarti, i beni materiali e immateriali posseduti dalle società controllate furono messi all'asta: nel novembre 1975, la SEIMART, attraverso una sua controllata Beta-Geri S.p.A., rilevò all'asta "senza incanto" lo stabilimento di Sant'Antonino di Susa, con i macchinari, i suoi 900 dipendenti e i marchi Magnadyne e Kennedy, per 750 milioni di lire.cite-ref-24[24]cite-ref-25[25] Un mese più tardi, a dicembre, SEIMART assieme a mwareMagneti Marelli, costituì una nuova società, la SEIMART Elettronica S.p.A., con sede legale a Torino, in cui confluirono le attività produttive delle due aziende, con i marchi Magnadyne, Kennedy, mwariLESA, Radiomarelli e West.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]

La SEIMART Elettronica, che poco tempo dopo assunse la ragione sociale ELCIT Elettronica Civile S.r.l., era la quarta azienda italiana produttrice di elettronica di consumo e nel 1978 produsse 26.000 televisori e possedeva una mwarwquota di mercato del 2,3%.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] L'industria elettronica in Italia, nel periodo compreso tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, era in grave crisi a causa di ritardi tecnologici e dell'aggressiva concorrenza dei produttori stranieri, e perciò nel 1982 il Ministero dell'industria istituì la mwasuREL, una società finanziaria creata allo scopo di risanare le aziende del settore: ELCIT, che a quell'anno aveva realizzato un mwasyfatturato di 33 miliardi di lire e contava 630 dipendenti nello stabilimento mwascvalsusino, fu esclusa dall'intervento della REL, poiché essendo controllata da mwasgGEPI di fatto era in mano pubblica.cite-ref-esclrel-30-0[30] Oltre ai televisori con i marchi Magnadyne e Radiomarelli, ELCIT produceva anche mwas0monitor da computer per mwas4Olivetti e altre aziende informatiche.cite-ref-esclrel-30-1[30] Per buona parte degli anni ottanta, le attività ebbero un discreto andamento commerciale, nonostante le ristrettezze tecnologiche a disposizione.

I modesti livelli di redditività registrati dalla ELCIT, indussero la GEPI ad avviare nel maggio 1990 la procedura di mwatqliquidazione per l'azienda e per i suoi dipendenti, ridotti ad appena 287 unità.cite-ref-31[31] Il mese seguente, a giugno, la procedura di liquidazione venne sospesa dalla GEPI, a seguito della mediazione operata dal sindaco di Sant'Antonino Val di Susa, e si optò per la concessione della mwatkcassa integrazione ai dipendenti.cite-ref-32[32] Nel maggio 1991, ELCIT venne mwat4privatizzata con la cessione alla Sandretto, nota azienda piemontese produttrice di mwauapresse a iniezione, ma al contempo 115 dipendenti furono messi in esubero in ottemperanza agli accordi presi tra la GEPI e l'acquirente.cite-ref-33[33]

La nuova proprietà fece grossi investimenti per rilanciare e diversificare la produzione, ma ciò nonostante si registrarono troppe difficoltà a competere sul mercato, ormai caratterizzato dalla aggressiva concorrenza dei prodotti mwauyasiatici e mwaucturchi. Così, nel 1997, l'83% del personale venne posto in cassa integrazione.cite-ref-34[34] Nel 1998, in assenza di misure per proseguire il naturale corso delle attività, l'azienda chiuse definitivamente, licenziando in tronco i circa 100 dipendenti rimasti nello stabilimento di Sant'Antonino di Susa, che venne dismesso parallelamente alla scomparsa dal mercato del marchio Magnadyne.cite-ref-35[35]

La breve rinascita del marchio Magnadyne (2014-2018)

La Twenty S.p.A. di mwaviComo, azienda specializzata nella mwavmcommercializzazione di grandi e piccoli elettrodomestici, ha acquistato, nel corso del 2014, il marchio Magnadyne, con il proposito di rilanciarlo a livello internazionale. Nel 2016-17, la stessa società inizia la distribuzione di una gamma completa di televisori a tecnologia mwavqLED nei formati da 32 e 40 pollici, realizzati nei paesi mwavuasiatici conto terzi ma con l'obbiettivo di assemblarli in prospettiva parzialmente in Italia.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37] Poco dopo, viene presentata anche una linea di accessori e di piccoli elettrodomestici importati per la casa e griffati Magnadyne.cite-ref-38[38]

La società nel maggio 2017 diviene Sèleco S.p.A. dopo aver acquistato il mwawmmarchio della storica azienda friulana.cite-ref-39[39]cite-ref-broch-40-0[40] L'azienda, andata poco tempo dopo in crisi, fallisce nel 2019.cite-ref-41[41]

Sponsorizzazioni

Nella stagione calcistica 2016-17, Magnadyne è stata mwaxisponsor di retromaglia dell'mwaxmUdinese in mwaxqSerie A e co-sponsor della mwaxuSPAL in mwaxySerie B.cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]

Note

cite-note-fondazione-11. mwaykmwayoAnnuario industriale della provincia di Torino 1936-XIV, Editrice U. S. I. L. A., p.mways 86.
cite-note-alunni-22. mwaauU. Alunni, mwaayLa radio in soffitta, Lulù.com, 2014, pp.mwaac 311-315.
cite-note-primioperai-33. mwaa8mwabaLe visite del Federale ai lavoratori, in mwabemwabiLa Stampa, 22 novembre 1940, p.mwabm 2.
cite-note-44. mwabcmwabgLa III Mostra Nazionale della Radio, in mwabkL'Antenna, n.mwabo 19, Radioamatori Italiani, 15 ottobre 1931, p.mwabs 3.
cite-note-55. mwab8mwacamwaceMagnadyne M10, su mwaciansaldolorenz.it. mwacmURL consultato il 19 aprile 2021.
cite-note-66. mwaccE. Montù, mwacgCiò che è stato realizzato in un anno di fecondo lavoro, in mwackmwacoLa Stampa, 22 settembre 1934, p.mwacs 6.
cite-note-77. mwac8mwadaAnnuario industriale della provincia di Torino 1936-XIV, Editrice USILA, p.mwade 95.
cite-note-88. mwadumwadymwadcCatalogo Raci 1938 (mwadgmwadkPDF), su mwadoairepiemonte.org. mwadsURL consultato il 20 aprile 2021.
cite-note-99. mwad8mwaeaFra gli espositori della IX Mostra della Radio di Milano, in mwaeeL'Antenna, n.mwaei 18, 30 settembre 1937, pp.mwaem 595-597.
cite-note-fonotelevisore-1010. mwaekmwaeoNotiziario industriale, in mwaesL'Antenna, n.mwaew 19, Radioamatori Italiani, 15 ottobre 1940, pp.mwae0 330-331.
cite-note-compelet-1111. mwafumwafyMagnadyne. Stabilimento per la produzione delle valvole, in mwafcNotizie e informazioni del gruppo Piemonte/Valle d'Aosta, n.mwafg 13, AIRE, gennaio-febbraio 2011, pp.mwafk 8-11.
cite-note-airepmn-1212. mwaf8mwagamwageMagnadyne Radio, su mwagiairepiemonte.altervista.org. mwagmURL consultato il 20 aprile 2021.
cite-note-1313. mwagcmwaggAlla Magnadyne 2000 licenziamenti?, in mwagkmwagoStampa Sera, 9 marzo 1964, p.mwags 2.
cite-note-1414. mwag8mwahaI 4500 dipendenti Magnadyne tornano alle 42 ore settimanali, in mwahemwahiLa Stampa, 1º settembre 1964, p.mwahm 2.
cite-note-1515. mwahcmwahgE' un momento difficile per Magnadyne e Tobler, in mwahkmwahoLa Stampa, 5 dicembre 1970, p.mwahs 5.
cite-note-1616. mwah8mwaiaI 3300 della Magnadyne oggi riprendono il lavoro, in mwaiemwaiiLa Stampa, 22 dicembre 1970, p.mwaim 5.
cite-note-1717. mwaicmwaigLa Magnadyne deve chiedere l'amministrazione controllata, in mwaikmwaioLa Stampa, 24 gennaio 1971, p.mwais 5.
cite-note-1818. mwai8mwajaCostituita la società per la "Magnadyne,,, in mwajemwajiLa Stampa, 23 febbraio 1971, p.mwajm 5.
cite-note-fallimentoinfin-1919. mwajsmwajwDichiarata fallita la società proprietaria della Magnadyne, in mwaj0mwaj4Stampa Sera, 24 novembre 1972, p.mwaj8 5.
cite-note-cessimp-2020. mwakumwakyAlla Magnadyne 2000 in ansia perché non si trova un accordo, in mwakcmwakgLa Stampa, 18 luglio 1972, p.mwakk 4.
cite-note-2121. mwak0mwak4Magnadyne: una schiarita sospesi i licenziamenti, in mwak8mwalaLa Stampa, 17 luglio 1972, p.mwale 5.
cite-note-2222. mwalumwalyIl prefetto fa riprendere il lavoro alla Magnadyne, in mwalcmwalgLa Stampa, 22 luglio 1972, p.mwalk 4.
cite-note-2323. mwal0mwal4L'Infin, società proprietaria della Magnadyne dichiarata fallita con passivo di undici miliardi, in mwal8mwamaLa Stampa, 25 novembre 1972, p.mwame 4.
cite-note-2424. mwamumwamyLa ex Magnadyne passa al gruppo Seimart, in mwamcmwamgStampa Sera, 28 novembre 1975, p.mwamk 4.
cite-note-2525. mwam0mwam4Pignoramenti Imi sulla Magnadyne, in mwam8mwanaStampa Sera, 25 febbraio 1976, p.mwane 6.
cite-note-2626. mwanumwanyÈ nata la Seimart Elettronica, in mwancmwangLa Stampa, 25 dicembre 1975, p.mwank 14.
cite-note-2727. mwan0mwan4Che cosa rappresenta la nuova Società, in mwan8mwaoaLa Stampa, 25 dicembre 1975, p.mwaoe 14.
cite-note-2828. mwaoumwaoymwaocAnagrafe Operatori - Regione Piemonte, su mwaogextranet.regione.piemonte.it. mwaokURL consultato il 20 aprile 2021.
cite-note-2929. mwao0V. Ravizza, mwao4Tv-color: la guerra dei prezzi intacca i bilanci delle imprese, in mwao8mwapaLa Stampa, 30 ottobre 1979, p.mwape 9.
cite-note-esclrel-3030. mwapcV. Ravizza, mwapgE la Elcit si chiede: «Perché noi fuori?», in mwapkmwapoLa Stampa, 19 maggio 1983, p.mwaps 14.
cite-note-3131. mwap8mwaqaElcit chiude e licenzia 287 addetti, in mwaqemwaqiLa Stampa-Sezione provincia di Torino, 26 maggio 1990, p.mwaqm 37.
cite-note-3232. mwaqcmwaqgElcit non licenzia Erber in vendita?, in mwaqkmwaqoLa Stampa-Sezione provincia di Torino, 9 giugno 1990, p.mwaqs 43.
cite-note-3333. mwaq8mwaraLa Elcit di Sant'Antonino è passata ai Sandretto, in mwaremwariLa Stampa-Sezione provincia di Torino, 4 maggio 1991, p.mwarm 40.
cite-note-3434. mwarcF. Morello, mwargScatta la cassa integrazione alla Elcit Sant'Antonino, in mwarkmwaroLa Stampa-Sezione provincia di Torino, 3 aprile 1997, p.mwars 37.
cite-note-3535. mwar8F. Morello, mwasaSant'Antonino, chiude la Elcit, in mwasemwasiLa Stampa-Sezione provincia di Torino, 9 gennaio 1998, p.mwasm 40.
cite-note-3636. mwascRedazione, mwasgmwaskTwenty acquisisce il marchio Sèleco, in mwasoE-Duesse.it, 22 dicembre 2016. mwassURL consultato il 21 aprile 2021.
cite-note-3737. mwas8B. Andolfatto, mwatamwateTORNANO LE TELEVISIONI MAGNADYNE MA ARRIVANO DALLA CINA E DALL’EUROPA DELL'EST, in mwatiLa Valsusa, 17 marzo 2017. mwatmURL consultato il 21 aprile 2021.
cite-note-3838. mwatcRedazione, mwatgmwatkI ped Magnadyne sugli scaffali dei punti vendita, in mwatoE-Duesse.it, 2 dicembre 2016. mwatsURL consultato il 21 aprile 2021.
cite-note-3939. mwat8E. Sesta, mwauamwaueTWENTY SPA CAMBIA IN SÈLECO SPA, in mwauiE-Duesse.it, 11 maggio 2017. mwaumURL consultato il 9 aprile 2021.
cite-note-broch-4040. mwaucR. Broch, mwaugmwaukSÈLECO AL CAPOLINEA, in mwauoE-Duesse.it, 27 maggio 2019. mwausURL consultato il 9 aprile 2021 mwauw(archiviato dall'mwau0url originale il 25 settembre 2020).
cite-note-4141. mwaveA. Bacci, mwavimwavmSèleco, scoperto il bluff: addio rilancio Il tribunale ha dichiarato il fallimento, in mwavqmwavuMessaggero Veneto - Sezione di Pordenone, 17 maggio 2019, p.mwavy 21. mwavcURL consultato il 9 aprile 2021.
cite-note-4242. mwavsM. Lucchese, mwavwmwav0MAGNADYNE NUOVO “RETRO” SPONSOR DELL’UDINESE, in mwav4Sport Economy, 8 luglio 2016. mwav8URL consultato il 21 aprile 2021.
cite-note-4343. mwawmmwawqmwawuMagnadyne tifa S.P.A.L., in mwawyDistribuzione Moderna, 24 maggio 2017. mwawcURL consultato il 21 aprile 2021.

Bibliografia

• mwawsS. Sacco, La Magnadyne di Sant'Antonio. La nascita, lo splendore, il declino e le lotte per la difesa dell'occupazione, Torino, Graffio, 2008, ISBN 88-95057-06-6.
• mwaw0N. Gabbai, Il Gruppo Magnadyne Radio di Paolo Dequarti. Vissuto e raccontato dal più vicino collaboratore del grande Imprenditore Riconosciuto Giusto tra le Nazioni, 2012.
• mwaw8M. Riello, Magnadyne Radio. Le aziende che hanno fatto la storia della radio italiana, Albino, Sandit Libri, 2016.

Voci correlate

• mwaxmSèleco

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Magnadyne

Collegamenti esterni

• mwaxgMagnadyne Radio; Torino, su radiomuseum.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
• mwaxoMagnadyne Radio, su aireradio.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
• mwaxwMagnadyne Radio, su airepiemonte.org. URL consultato il 18 aprile 2021.